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Carbossiterapia: dalle Arteriopatie alla Medicina Estetica

L’uso dell’anidride carbonica allo stato gassoso era già stato usato, dalla seconda metà del 1900, in modo efficace nella riabilitazione del microcircolo, oggi viene anche usata in medicina estetica per il trattamento antiage viso e corpo.

L’anidride carbonica è un gas fisiologicamente contenuto nel nostro organismo, cioè viene prodotto a livello tissutale ed eliminato attraverso i polmoni, sede in cui il sangue si arricchisce di ossigeno. Insufflando anidride carbonica a livello tissutale, aumenta la velocità del flusso ematico locale e del flusso linfatico sistemico. Da qui è comprensibile perché la carbossiterapia sia stata utilizzata, inizialmente, per il trattamento delle vasculopatie arteriose degli arti inferiori, delle ulcere arteriose e venose e in flebologia per malfunzionamento della circolazione venosa.

Tuttavia, anche in medicina estetica la carbossiterapia viene utilizzata per il trattamento della pannicolopatia edemato-fibro-sclerotica (PEFS), della cosiddetta cellulite, della lassità tissutale (interno braccia e interno cosce) e dei segni dell’invecchiamento cutaneo.

Nei primi 1-2 minuti di somministrazione, quando il gas cerca di farsi strada per via sottocutanea, la paziente può avvertire una dolenzia che risulta, comunque, ben tollerata. Superata questa prima fase, la somministrazione avviene tranquillamente senza grandi disagi. A testimonianza dell’efficacia dell’effetto drenante della carbossiterapia, la paziente descrive nelle ore successive al trattamento, gambe “più leggere”.

Sono necessarie 10 sedute a scadenza settimanale, nella fase iniziale, e successivamente un mantenimento di 1-2 sedute al mese.

 

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